Un italiano a Berlino, Gianluca Falanga, si è messo alla ricerca delle tracce che i suoi connazionali ivi hanno lasciato nei secoli. I risultati li ha pubblicati in un libro piacevole e scorrevole - in lingua tedesca. Per venire a conoscerne il contenuto, avete per ora l’opzione di imparare il tedesco oppure quella di affidarvi ai racconti del cicerone durante una visita guidata. Intanto quest’ultimo vi consiglia un’ intervista con l’autore - in lingua italiana.
PeterLicht, un cantautore tedesco, nella sua canzone “Das absolute Glück” parla dell’”assoluta felicità di attraversare, come ultimo essere umano, città vuote e aperte”. Parla anche di amore: “E se sapessi dove non c’è nessun altro, saprei dove sei tu.”
Nel video della canzone, “l’ultimo essere umano” attraversa una Berlino vuota e aperta, dove non c’è nessun altro … “ma tu”. Difficile da decidere se è la canzone a sottolineare l’atmosfera melanconica di Berlino o viceversa.
Esiste qualcosa come uno “stile di Berlino” nella moda? A mio avviso, no. Anche se il blog “Stil in Berlin” ce lo vorrebbe far credere.
L’autore del blog, in una serie di foto, ci propone una selezione strettamente soggettiva di personaggi visti per caso nelle strade di Berlino e ce li indica come rappresentanti dello “stile urbano” della città. Esattamente come fanno suoi colleghi ovunque attorno al globo, per esempio in Italia, in Svezia, negli Stati Uniti e in Israele. Con un pizzico d’ironia, questo “Street Style” celebrato e copiato nel mondo intero dalla “Myspace Generation” potrebbe essere considerato il vero “International Style” di inizio millennio.
I luoghi comuni sui tedeschi e sulla loro moda (”calzini bianchi sotto i sandali”) invece sono ben noti. Tocca a voi verificarli … nelle strade di Berlino.